“L’uomo che piantava gli alberi” di Jean Giono

L’uomo che piantava alberi” è un breve racconto scritto da Jean Giono nel 1953. Ambientato sulle colline della Provenza, questo racconto tocca profondamente il cuore dei lettori con la sua semplice bellezza, andando a sottolineare l’importanza della relazione dell’uomo con la natura.
In un mondo in cui l’emergenza climatica si fa sempre più sentire, il racconto scritto da Giono più di cinquant’anni fa è più attuale che mai e ci ricorda quanto l’impegno di ognuno di noi può fare la differenza per la salvezza del nostro pianeta.

Di cosa parla “L’uomo che piantava gli alberi”

Il protagonista de “L’uomo che piantava gli alberi” di Jean Giono è Elzéard Bouffier, un anziano pastore solitario che vive sulle colline della Provenza. Attraverso la sua dedizione e la sua pazienza, Elzéard inizia a piantare alberi in un’area arida e desolata, trasformandola gradualmente in un rigoglioso bosco. La sua opera silenziosa e costante continua per decenni, nonostante le guerre, le avversità e l’ignoranza degli altri.

La narrazione, raccontata da un viaggiatore anonimo che incontra Elzéard durante una delle sue peregrinazioni, cattura l’essenza della sua missione senza fronzoli retorici. Giono dipinge un ritratto vivido della tenacia e della determinazione di Elzéard, il cui lavoro incarna un potente simbolo di speranza e rinascita.

Perché leggere il racconto di Giono

Attraverso la storia di Elzéard, Giono ci ricorda il potere della perseveranza e dell’impegno individuale nel plasmare il mondo intorno a noi. “L’uomo che piantava gli alberi” ci invita a riflettere sul nostro rapporto con l’ambiente e sulla responsabilità che abbiamo nel preservarlo e proteggerlo per le generazioni future.

Con la sua prosa semplice ma evocativa e la sua profonda riflessione sul potere rigenerativo della natura, “L’uomo che piantava alberi” è un’opera senza tempo che continua a ispirare lettori di tutte le età. È una testimonianza commovente della bellezza e della resilienza della natura e della straordinaria capacità dell’uomo di fare la differenza nel mondo.

Ringrazio mio nipote Gabriele per avermi fatto scoprire questo racconto tanto delicato quanto potente.
Citando la dedica che mi ha fatto trovare all’interno del libro, tratta da uno scritto di Erri Deluca, “Amo gli alberi. Sono come noi. Radici per terra e testa verso il cielo.”, ti saluto e ti do appuntamento al prossimo libro da portare con te in viaggio.

Ah, visto che questo si legge in un’oretta, sei vuoi cerchi altri suggerimenti di lettura ti basta cliccare qui.


📖 L’uomo che piantava gli alberi
✒️ Jean Giono
📚 Salani – Gl’istrici


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