Cosa vedere in un giorno a Bienno (BS) – Borghi più Belli d’Italia – Lombardia

Ritorno all’età del ferro

Una mappa dove sono indicati i borghi più belli della Lombardia e tanta voglia di partire. Chiudo gli occhi e faccio roteare la penna sul foglio (sì, proprio come si faceva una volta) e la meta viene scelta dal caso: Bienno, piccolo e graziosissimo borgo in provincia di Brescia.

Il lockdown è finito da poco e io ho una gran voglia di tornare a viaggiare. 
E così eccomi in auto a cantare e chiedermi cosa troverò ad attendermi.

Una volta arrivata a destinazione, inizio a camminare: in giro non c’è praticamente nessuno e io mi lascio guidare dall’istinto e affascinare dai colori.

Sì, perché Bienno è ricca di colori: quelli dei fiori alle finestre, tanti da sembrare di trovarmi in un paesino di montagna, e quelli delle molte opere d’arte disseminate lungo le stradine del borgo. Alcune di queste sono in ferro battuto, forgiate da abili mani di numerosi artigiani presenti nel territorio, altre sono in marmo, altre ancora in legno.

Scatto continuamente foto, quasi a voler catturare e portar via con me tanta bellezza: le vetrine e l’insegna di una pasticceria sembrano uscite da un romanzo d’altri tempi, lungo i vicoli saltano all’occhio pentole di ferro usate come fossero paralumi; ci sono, poi, pannocchie di grano appese sulle porte delle abitazioni e vecchi utensili che adornano le facciate di alcune case. 

Ad un certo punto mi ritrovo davanti alla “Casa degli Artisti”: il Palazzetto, che custodisce interessanti testimonianze architettoniche e pittoriche, tra cui le decorazioni del salone con scene tratte da “I Trionfi” del Petrarca e altre bellissime opere d’arte.

Il Mulino

Dal Palazzetto raggiungo all’antico Mulino, bandiera arancione del Touring Club Italiano. La guida recita: “Edificio risalente al XV secolo. Qui è possibile osservare dal vivo le macine al lavoro, così come avveniva oltre mille anni fa. Entrando all’interno del Mulino Museo vi accorgerete che qui il tempo si è fermato.”

Ed è proprio così: si varca la soglia e si fa letteralmente un meraviglioso tuffo nel passato; ad accogliermi ci sono l’anziana proprietaria del mulino e suo nipote che con passione mi raccontano l’esatto funzionamento di ogni parte di cui è composto il mulino.

La Fucina Museo

Finita la visita, su loro suggerimento, mi dirigo verso la Fucina Museo, un antico opificio risalente al 1400. Appena entrata, ho la fortuna di incontrare Denis, uno dei fabbri della fucina, che mi mostra il funzionamento del maglio ad acqua e dei diversi macchinari presenti nel grande laboratorio. Con il suo aiuto posso capire fino in fondo la mole di lavoro che c’è dietro ad ogni singolo oggetto che qui viene realizzato: altro che “pezzi di ferro”, queste sono tutte opere d’arte.  


Prima di andarmene, acquisto uno svuota tasche impreziosito da una rosa.
La gita a Bienno mi è servita per svuotare la mente dai tanti pensieri del Lockdown e per riprendere la vita che mi apparteneva prima della chiusura totale del nostro Paese. 

Sulla strada del ritorno osservo ancora lo svuota tasche, un oggetto semplice, ma tanto prezioso, perché ogni sera, rincasando, mi farà ricordare di svuotare la mente dai cattivi pensieri della giornata.

Località: Bienno (BS)
68 km da Brescia
118 km da Milano

Data viaggio: 13 giugno 2020

Con chi ho viaggiato: da sola

Chi può affrontare questo viaggio: tutti, anche le famiglie con bambini

Cosa vedere nei dintorni: poco fuori Bienno c’è una passeggiata nel bosco lungo la quale si possono ammirare statue in legno raffiguranti diversi animali. Il sentiero si può percorrere anche con i bambini e, al termine del percorso, c’è una vista panoramica da non perdere.

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