Chiesa di San Fiorenzo – Bastia Mondovì (CN) – Piemonte

Quando arte e vino si incontrano

Se ci fossi passata davanti senza già sapere quale tesoro custodisce, probabilmente avrei tirato dritto. Vista dall’esterno, infatti, la chiesa di San Fiorenzo di Bastia Mondovì non appare poi tanto diversa dalle tante chiesine di campagna che costellano la zona. 

Qui è l’interno a fare la differenza. Un interno che, appena varcata la soglia (si accede solo dalla porta laterale) lascia senza parole tanta è la bellezza degli affreschi che l’adornano. 

Io un’anticipazione l’ho avuta grazie alle particolari etichette presenti su alcune bottiglie di vino dell’Azienda Agricola Bricco del Cuccù, situata a pochi chilometri dalla chiesa, e non ho resistito alla tentazione di venire a vederli di persona.

Parete destra

La chiesa è dedicata a San Fiorenzo, ufficiale della Legione Tebea, capitanata da Maurizio, vittima delle persecuzioni dell’imperatore Diocleziano. E proprio il tratto iniziale della parete destra della navata, a partire dall’arco trionfale e fino alla porta d’ingresso, accoglie il ciclo affrescato delle Storie del Santo distribuite in nove riquadri, suddivisi su tre registri. 

Qui c’è anche un primo riferimento alle etichette del Bricco: il volto del Santo della terza scena in alto riempie metà dell’etichetta del Diavolisanti.

Dalla Gerusalemme Celeste all’Inferno

A seguire, si possono ammirare gli affreschi rappresentanti la Gerusalemme Celeste e l’Inferno. Il primo vede l’incoronazione della Madonna con angeli festanti al centro della scena.

Una rappresentazione incredibilmente curata e dettagliata, che sorprende il visitatore anche per la presenza di personaggi non sempre presenti nell’iconografia classica, come la Maria Maddalena che apre la processione delle Sante.  

Anche l’Inferno è realizzato con estrema cura: in questo caso ad attrarre particolarmente la mia attenzione sono stati i personaggi raffiguranti i peccati capitali, ovvero l’accidia, l’ira, la gola, l’invidia (presente sull’etichetta del Livor del Bricco), la lussuria, l’avarizia e la superbia.

Queste sono incatenate l’una all’altra e tirate da un diavolo (etichetta del Superboum) che le porta dritte nella bocca dell’inferno.

550 anni di storia

A chiudere gli affreschi della parete destra, sono le storie di Sant’Antonio Abate: da notare è l’ultimo riquadro, in cui vengono celebrate le esequie del Santo e in cui viene resa testimonianza alla committenza dell’opera con un cartiglio in latino che recita “1472 nel giorno 24 del mese di giugno, Bonifacio Turrino (Della Torre) fece fare quest’opera”. Quest’anno verranno quindi celebrati i 550 anni dalla conclusione dei lavori e per l’occasione sono già stati organizzati diversi eventi.

Controfacciata

Riprendendo a guardare gli affreschi, nella controfacciata si possono osservare le Storie della Vergine e dell’infanzia di Gesù: personalmente sono rimasta colpita dalla bellezza di Maria nella scena dello sposalizio e la dolcezza di Giuseppe nel riquadro dedicato alla nascita del Salvatore.

Il Santo è qui rappresentato nell’atto di assaggiare il brodo preparato per la moglie, gesto di estrema dolcezza che rende anche memoria alla tradizione locale, che vedeva le partorienti bere il brodo di pollo quale antisettico dopo aver dato alla luce i figli. 

Questo e altri sono i dettagli rappresentanti chiari richiami alla tradizione popolare della zona e questo si deve al fatto che la chiesa è stata interamente affrescata con l’obiettivo di istruire i più poveri e meno colti e i richiami alla tradizione erano utili per rendere il messaggio ancor più diretto.

Parete sinistra

Su questo lato della chiesa sono rappresentate le storie della Passione di Cristo: la particolarità di questo ciclo di affreschi sta negli ultimi riquadri, dove la Resurrezione di Gesù è anteposta alla discesa agli inferi.

Questo, secondo la tradizione, si deve al fatto che, così facendo, all’apertura della porta della chiesa, la prima immagine ad essere illuminata sia proprio quella.

Arco trionfale e presbiterio

Arriviamo ora all’arco trionfale con la rappresentazione dell’Annunciazione divisa sui due lati e, sotto, i Santi Donato e Francesco. 

Bellissime sono poi le raffigurazioni sul sottarco di Santa Caterina d’Alessandria e Santa Margherita di Antiochia. 

Sulla parete di fondo del presbiterio si possono infine ammirare la lunetta con la Crocefissione che sormonta tre riquadri: al centro la Madonna col Bambino tra Fiorenzo, titolare della chiesa, e Martino, patrono di Bastia. A sinistra il martirio di San Sabastiano e a destra San Michele Arcangelo con Bartolomeo.

Sulle vele della volta, invece, c’è la meravigliosa rappresentazione di Cristo benedicente con gli Evangelisti intenti alla redazione delle Scritture.

Lo so, sono andata un po’ lunga con la descrizione di tutti gli affreschi presenti in San Fiorenzo, ma fidatevi se vi dico che, credenti o meno, davanti a queste opere d’arte rimarrete davvero a bocca aperta.

Località: Chiesa di San Fiorenzo – SP126, 12060 Bastia Mondovì (CN)
43 km da Cuneo
84 km da Torino
110 km da Genova
191 km da Milano

Data viaggio: 15 maggio 2022

Con chi ho viaggiato: con un amico

Chi può affrontare questo viaggio: la chiesa è aperta e accessibile a tutti

Dove mangiare: prima della visita alla Chiesa, vi suggerisco una degustazione presso l’Azienda Agricola Bricco del Cucù

Dove dormire: tra le tante soluzioni disponibili in zona Mondovì, noi abbiamo scelto il B&B Sant’Agostino: situato nella zona bassa della città (Breo), è un piccolo gioiellino dove potrete sentirvi davvero come a casa.

Cosa vedere nei dintorni: Mondovì, l’Azienda Agricola Bricco del Cucù, i borghi delle Langhe, i borghi del Monferrato

Note: la Chiesa è aperta tutte le domeniche pomeriggio da aprile a ottobre dalle 15 alle 18.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *